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LA GIARA - L’UOMO DAL FIORE IN BOCCA   di Luigi Pirandello

                                                                        

                                                            (brano tratto dal libro "Uno sguardo lungo vent'anni" di Luca Franchelli)

Cairo M.tte. Teatro “G.C. Abba”, 7 agosto 1980.

Nel mondo comico e drammatico di Luigi Pirandello

 

La giara di Luigi Pirandello

 

Personaggi e interpreti

Mpari Pè                 Tiberio Giuntini

Nociarello               Fabrizio Carle

Trisuzza                  Graziana Pastorino

La ‘gna Tana          Angela Brignone

Carminella              Sonia Fraschetti

Don Lolò                 Luca Franchelli

Un mulattiere          Rosaria Caviglia

L’avvocato              Sandra Pera

Fillicò                      Gloria Caviglia

Tararà                     Giovanni Bortolotti

Zì Dima                   Paolo Lambertini

 

L’uomo dal fiore in bocca di Luigi Pirandello

 

Personaggi e interpreti

Un pacifico avventore                 Giovanni Bortolotti

L’uomo dal fiore in bocca           Silvio Eiraldi

Alla chitarra                               Maurizio Salvadori

Regia a cura del Gruppo coordinata da Silvio Eiraldi      

                                                                  (brano tratto dal libro " DIECI ! " di Luca Franchelli)  

1980

«Senti, dovresti fare Giuda!». Più o meno con queste parole, nella primavera del 1980, Silvio Eiraldi e Angelo Siri mi bloccarono in canonica affibbiandomi la parte del famoso traditore per una rappresentazione del Venerdì Santo da tenersi in Chiesa. A me non dispiacque quella parte; mai avevo recitato e come me praticamente tutti gli altri amici che presero parte a questa Sacra rappresentazione tratta da La gloria di Giuseppe Berto. Silvio Eiraldi coordinò questo lavoro che, intendiamoci, con Uno sguardo dal palcoscenico non ha avuto nulla a che fare, ma che forse fu l'occasione per fare incontrare molti di quelli che poi avrebbero fondato il gruppo teatrale e che ancora oggi ne fanno parte: Silvio Eiraldi, Tiberio Giuntini, Giovanni Bortolotti, Sonia Fraschetti, Graziana Pastorino, Sandra Pera e tanti altri. Anche se il Venerdì Santo imponeva il più assoluto raccoglimento, i fedeli convenuti non poterono trattenere l'applauso. E l'applauso si sarebbe ripetuto qualche mese più tardi al teatro G. C. Abba per l'esordio ufficiale del Gruppo. Un Gruppo fondato e voluto da Silvio Eiraldi che si rivolse ad amici che in quel tempo gravitavano nell'ambito delle attività parrocchiali. Silvio da quel momento diverrà il nostro eterno capocomico.......La scelta per il primo spettacolo cadde su due testi brevi di Luigi Pirandello: La giara e L'uomo dal fiore in bocca che noi comprendemmo in un unico lavoro dal titolo Nel mondo comico e drammatico di Luigi Pirandello. Nel famoso atto unico La giara furono impegnati 12 attori, con Sandra Pera, Gloria e Rosaria Caviglia alle prese con ruoli maschili; L'uomo dal fiore in bocca era praticamente un monologo che esaltava le qualità drammatiche di Silvio Eiraldi, da sempre un po' restio nei confronti del comico. Le prove dello spettacolo si svolsero per lo più in una stanza delle OPES; la regia fu coordinata da Silvio Eiraldi e si deve certamente a lui se già dalla prima rappresentazione Uno sguardo dal palcoscenico ha saputo dare l'impressione di quello che mi piace definire un dilettantismo professionale dove nulla, o comunque il meno possibile, viene lasciato al caso. Silvio ideo' una scenografia che allora sembrava senza dubbio superiore alla capacità degli attori, ma direi che sempre le scene di Eiraldi si sono distinte per funzionalità, eleganza e capacità di adattamento nei piccoli palchi. Per il nostro primo lavoro venne realizzata la facciata di una casa che, con alcuni addobbi esterni, sarebbe servita per entrambi gli atti unici. Un problema grosso fu quello relativo alla giara, che fu tuttavia brillantemente risolto da Angelo Siri e Paolo Parassole che seppero ideare una capace giara costruita in alluminio e rivestita di iuta e cartapesta, tanto che all'esterno l'idea della terracotta era sicuramente convincente; venne prevista naturalmente un'apertura che permettesse ad un certo punto di rompere la giara e di farvi entrare ed uscire Zi Dima (Paolo Lambertini). Divertimento ed entusiasmo furono i comuni denominatori delle prove e così giovedi 7 agosto eccoci sul palco del teatro G.C.Abba per il battesimo del fuoco. Non tutto quella sera andò liscio ed una certa inesperienza fece cadere anzitempo dalle mani di Giovanni Bortolotti e Paolo Lambertini un lembo della giara; i due non ebbero la prontezza di inventare qualcosa e puntuale arrivò, a scena aperta, un applauso di incoraggiamento che per noi tuttavia suonò come un rimprovero. Ad ogni modo la resa globale della prima fu positiva ed il pubblico reagì molto bene. Tutti noi eravamo soddisfatti e l'incidente della giara venne presto dimenticato. Bravissimi Eiraldi e Bortolotti (in compagnia di Maurizio Salvadori alla chitarra) ne L'uomo dal fiore in bocca un testo di grande impegno che tuttavia non si rivelo' pesante per il pubblico. Iniziò così un tour di repliche che portò la nostra compagnia in giro per tutta l'estate in vari teatri piccoli e grandi. Al riguardo mi piace ricordare la nostra rappresentazione al Priamar di Savona dove veramente lo spettacolo fu visto da un mare di persone. La prima parte di repliche si chiuse con un secondo spettacolo a Cairo presso il cinema teatro Cristallo e con le recite per le scuole. Durante una di queste ultime capitò un fatto tra il comico e il grottesco: ad un certo punto de L'uomo dal fiore in bocca Silvio dice:« ...le case di Avezzano (...) sapendo del terremoto che di li a poco le avrebbe sconquassate...» ebbene, non appena terminata l'ultima parola, non crolla il balcone (in polistirolo) della facciata alle sue spalle? Il pubblico del Liceo non battè ciglio: avrebbe potuto scoppiare a ridere, tirare arance o chissa' cos'altro... silenzio! E Silvio lo ha sempre considerato un gesto di rispetto, un silenzio carico di comprensione. Abbiamo sempre avuto, è bene dirlo e l'episodio sopra citato ne è una dimostrazione, un buon rapporto con i ragazzi delle scuole che quasi sempre hanno capito ed apprezzato ciò che da noi era proposto; tuttavia per dovere di cronaca ricorderò il lanci copioso di monetine che sottolineò il nostro primo spettacolo per l'Istituto "Patetta", un fatto che ebbe comunque il non deprecabile fine di farmi giocare a flipper gratis per una settimana.

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